Riduciamo i costi energetici e trasformiamo l'energia in un vantaggio competitivo

"ll segreto per vincere è una gestione costante e attenta"

Consulenza indipendente e strategica


Accesso a contributi e incentivi per l’efficienza


Riduzione strutturale dei costi energetici

COLLARINI

ENERGY CONSULTING

Collarini Energy Consulting supporta aziende ed enti nella gestione strategica dell’energia attraverso servizi di consulenza tecnica, ottimizzazione dei costi, efficienza energetica e sostenibilità.



L’approccio integra analisi dei consumi, controllo dei contratti di fornitura, sistemi di gestione energetica, incentivi, comunità energetiche e monitoraggi tecnici avanzati, con l’obiettivo di migliorare le performance energetiche e supportare decisioni consapevoli nel tempo.

Sostenibilità &

Compliance

Servizi Tecnici

Specializzati

Come lavoriamo

Analisi iniziale

Valutiamo consumi, contratti e processi per individuare criticità e opportunità

Strategia e interventi

Definiamo soluzioni tecniche ed economiche su misura

Implementazione e monitoraggio

Ti affianchiamo nel tempo per garantire risultati concreti

Esperienza concreta nella gestione dell’energia 

1.300

Clienti in tutta Italia

Un portafoglio ampio e diversificato su più settori

3.000

GWh/anno gestiti

Gestione e ottimizzazione dei consumi elettrici su realtà industriali ed energivore

300 Mln

Smc/anno gestiti

Esperienza consolidata nella gestione di forniture gas per il settore industriale

I nostri clienti

Operiamo su settori con esigenze energetiche differenti, adattando le strategie ai diversi profili di consumo:

  • Grandi imprese energivore e industriali
  • PMI manifatturiere
  • Grande distribuzione organizzata (GDO)
  • Strutture sanitarie e RSA
  • Settore agricolo e agroindustriale

Riduzione costi energia

Riduciamo i costi energetici in modo strutturale.

Analizziamo consumi, contratti di fornitura e modalità operative per individuare inefficienze e opportunità di risparmio concrete.


Attraverso attività di diagnosi contrattuale, verifica delle fatture energetiche e monitoraggio dei consumi, supportiamo le aziende nel controllo della spesa energetica e nella pianificazione di strategie di acquisto più efficaci.



L’obiettivo è migliorare la competitività aziendale attraverso una gestione dell’energia più consapevole, stabile e sostenibile nel tempo.

Riduzione dei costi energetici grazie ad analisi e strategie su misura

Controllo e previsione dei consumi per pianificare senza sorprese

Supporto continuo e indipendente nelle scelte strategiche e normative

Efficienza energetica e ISO 50001

Efficienza energetica e ISO 50001

Miglioriamo le performance energetiche aziendali

Supportiamo le aziende nell’implementazione di sistemi di gestione e nell’individuazione di interventi di miglioramento, integrando analisi tecnica, monitoraggio continuo e ottimizzazione dei processi aziendali.

Le attività comprendono diagnosi energetiche, studi di fattibilità e percorsi strutturati finalizzati all’ottenimento delle certificazioni ISO 50001, ISO 14001 e ISO 45001, oltre allo sviluppo di strategie e strumenti dedicati alla rendicontazione ESG e alla sostenibilità d’impresa.


Grazie a un approccio basato su dati oggettivi, conformità normativa e miglioramento continuo, aiutiamo le organizzazioni a rafforzare le proprie performance energetiche, ambientali e gestionali, riducendo inefficienze, migliorando il controllo dei processi e aumentando il valore competitivo dell’azienda nel tempo.

Group 4

“We are so happy with our new shingles and impressed with the team's quality and workmanship."

Lynda Jones

Group 4

“The service was very professional and I would happily recommend them! The roof looks great and the crew cleaned up afterwards."

Harley Baker

Group 4

“Honest and reliable service. Quick and friendly too. I would not hesitate to recommend this team for any job." 

Antony Sacks

Produzione di energia e transizione energetica

Soluzioni energetiche orientate all’autonomia

Sviluppiamo progetti dedicati alla produzione e gestione dell’energia, supportando aziende ed enti nella transizione verso modelli energetici più efficienti e sostenibili.

Dalla valutazione di fattibilità alla gestione tecnica e amministrativa delle pratiche, seguiamo soluzioni come impianti fotovoltaici, cogenerazione e comunità energetiche rinnovabili (CER).

L’obiettivo è aumentare l’autonomia energetica, migliorare il controllo dei costi e valorizzare la produzione locale di energia.

Servizi tecnici avanzati

Monitoraggi e analisi a supporto dell’efficienza energetica

Offriamo servizi specialistici come rilievi con droni e indagini termografiche per supportare attività di monitoraggio, diagnosi e controllo tecnico.


Questi strumenti consentono di acquisire dati precisi e non invasivi su edifici, impianti e infrastrutture, migliorando la qualità delle analisi energetiche e delle valutazioni operative.

Autore: Nicola Collarini 6 agosto 2026
Dal 12 giugno 2026 è di nuovo operativa sul portale GSE la piattaforma di prenotazione del Nuovo Piano Transizione 5.0. Ma l'entità del credito d'imposta, e in diversi casi la stessa ammissibilità dell'impianto fotovoltaico, non si giocano al momento della domanda: si giocano prima, su due atti tecnici che la maggior parte delle imprese sottovaluta. La riapertura della piattaforma GSE per la prenotazione delle agevolazioni del Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento ha riportato al centro dell'attenzione lo strumento più corposo oggi a disposizione delle imprese che vogliono unire efficienza energetica e autoproduzione da fonte rinnovabile. La dotazione finanziaria è ampia e l'orizzonte temporale copre l'intero triennio. Eppure, nella pratica di chi accompagna le imprese negli investimenti, il vero discrimine tra un progetto ben costruito e uno che lascia valore sul tavolo non sta nella modulistica. Sta in due decisioni tecniche a monte. La prima è la diagnosi energetica. Il credito d'imposta di Transizione 5.0 non premia il fotovoltaico in quanto tale: premia la riduzione dei consumi della struttura produttiva. L'impianto solare è ammissibile solo se inserito in un progetto integrato che consegua una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% a livello di struttura o al 5% sul processo interessato dall'investimento. È la diagnosi energetica ex ante, e la successiva verifica ex post, a certificare quel risparmio. E poiché l'aliquota del credito cresce con la riduzione conseguita, la qualità della diagnosi non è un adempimento formale: è la leva che determina quanto lo Stato contribuisce all'investimento. Qui interviene un requisito che vale la pena leggere con attenzione: la diagnosi deve essere redatta da un Esperto in Gestione dell'Energia certificato, e non può essere anteriore ai dodici mesi rispetto al deposito della domanda. Non è un dettaglio burocratico. Una diagnosi debole — basata su stime anziché su misure, su un perimetro mal definito, su una baseline di consumo poco difendibile — produce due effetti a catena: sottostima il risparmio conseguibile, e quindi abbassa l'aliquota; e, in sede di controllo, espone l'impresa alla contestazione del beneficio. Al contrario, una diagnosi costruita su dati reali e su un baseline solido non solo massimizza il credito spettante, ma lo rende difendibile. L'origine dei moduli: la trappola che sposta il conto La seconda decisione tecnica riguarda i pannelli. Il Piano riconosce maggiorazioni della base di calcolo agevolabile in funzione dell'origine dei moduli fotovoltaici: una maggiorazione del 30% per i moduli prodotti nell'Unione europea, che sale al 40% e al 50% per le categorie con celle e con wafer di produzione europea ad alta efficienza. In altri termini, a parità di potenza installata, la scelta della fornitura può spostare in modo significativo l'ammontare del beneficio. È un punto su cui ho visto costruirsi e sfumare interi vantaggi economici. Un'impresa che dimensiona l'impianto guardando solo al prezzo del modulo, senza verificarne la classificazione ai fini dell'agevolazione, rischia di scoprire troppo tardi che una fornitura apparentemente più economica vale, a conti fatti, meno di una alternativa europea che avrebbe attivato la maggiorazione superiore. La comparazione corretta non è tra i prezzi dei moduli, ma tra i costi netti dopo il credito. Ed è una comparazione che va fatta in fase di progettazione, non a impianto ordinato. La domanda della misura c'è. Le risorse, non sempre Che la misura sia richiesta lo dimostra un episodio recente: il Decreto Fiscale del 2026 ha dovuto stanziare fondi dedicati alle imprese cosiddette “esodate”, quelle che avevano presentato le comunicazioni preventive tra il 7 e il 27 novembre 2025, ottenuto la validazione tecnica del GSE, ma non erano state finanziate per l'esaurimento delle risorse. È un segnale che conviene tenere presente: la logica di prenotazione premia chi arriva pronto, con un progetto già istruito sul piano tecnico. Presentarsi con la diagnosi in ordine e la classificazione dei moduli già definita non è solo una questione di qualità del beneficio, ma anche di tempistica competitiva nell'accesso al contingente. Cosa conviene fare Per un'impresa che sta valutando un intervento di efficienza con fotovoltaico integrato, la sequenza corretta ribalta l'ordine intuitivo. Prima la diagnosi energetica, per definire il perimetro dell'investimento e stimare la riduzione dei consumi conseguibile — che è ciò che fissa l'aliquota. Poi la progettazione dell'impianto, con la scelta della fornitura calibrata sulle maggiorazioni per origine dei moduli. Solo alla fine la domanda sulla piattaforma GSE, che a quel punto diventa la formalizzazione di un progetto già ottimizzato, non il momento in cui si scopre quanto si sarebbe potuto ottenere. Transizione 5.0 resta lo strumento più potente sul tavolo per chi vuole abbattere il costo dell'energia e, insieme, il costo dell'investimento. Ma è uno strumento che ricompensa la competenza tecnica a monte e penalizza l'improvvisazione. Il valore non si trova nella domanda: si costruisce nella diagnosi e nella scelta dei moduli, molto prima che il portale apra. Nicola Collarini Ingegnere (Ordine degli Ingegneri di Pavia n. 2062), Esperto in Gestione dell'Energia certificato SECEM/FIRE (n° 0081-SI-EGE-2016) e fondatore di Collarini Energy Consulting. Da oltre 25 anni si occupa di procurement energetico, diagnosi e incentivi per imprese industriali e commerciali a forte consumo. È autore del volume “Energia Sotto Controllo”.
Autore: Nicola Collarini 6 agosto 2026
Con il D.Lgs. 43/2025 la distinzione tra usi civili e industriali lascia il posto a quella tra usi domestici e non domestici. Ma la vera partita, per le imprese che alimentano impieghi diversi da un unico punto di riconsegna, si gioca su un documento tecnico: la relazione asseverata. È lì che la riforma sposta l'onere della prova e concentra l'esposizione in caso di verifica. La riforma della fiscalità energetica entrata a regime con il D.Lgs. 43/2025 viene presentata, non a torto, come un'operazione di semplificazione e modernizzazione. Il passaggio dal sistema degli acconti con conguaglio annuale a una liquidazione mensile sui consumi effettivi risponde a una logica di allineamento al mercato e di rafforzamento dei controlli. Per il consumatore finale non domestico, tuttavia, sotto la superficie della semplificazione si nasconde uno spostamento sostanziale: l'onere di dimostrare il corretto trattamento tributario passa, con maggiore nettezza rispetto al passato, in capo a chi il gas lo utilizza. Il punto di frizione è l'uso promiscuo. Il nuovo comma 6 dell'articolo 26 del TUA (D.Lgs. 504/1995), riscritto dall'articolo 1 del decreto di riforma, qualifica come promiscuo l'utilizzo contestuale di gas naturale fornito a un unico punto di riconsegna in impieghi differenti — con esclusione dell'autotrazione — per i quali sono previste distinte aliquote d'accisa, forme di esenzione o di non sottoposizione all'imposta. Una fattispecie tutt'altro che marginale: la conosce bene qualunque impresa che nello stesso stabilimento affianchi lavorazioni, riscaldamento di uffici e magari una foresteria, il tutto servito da un solo contatore. Qui la norma cambia le regole del gioco. Per ottenere l'applicazione differenziata dell'accisa sui quantitativi effettivamente destinati ai diversi impieghi non basta più una richiesta del cliente finale. Servono due atti distinti e complementari: una dichiarazione resa ai sensi dell'articolo 47 del DPR 445/2000, con cui il consumatore attesta l'attività economica svolta e la sussistenza dei presupposti per i trattamenti tributari richiesti; e una relazione tecnica asseverata, redatta da un tecnico abilitato, che determini le percentuali di ripartizione dei consumi e motivi le ragioni per cui non è possibile installare una misurazione separata. La sanzione dell'assenza è severa e va letta con attenzione. In mancanza di documentazione valida, l'intera fornitura viene assoggettata al regime fiscale meno favorevole applicabile — nella prassi, quello previsto in via prevalente dal contratto di somministrazione. Non è un dettaglio procedurale: è il ribaltamento dell'onere della prova. Prima, la classificazione contrattuale storica tendeva a consolidarsi; oggi, chi non documenta paga il massimo. E poiché l'agevolazione decorre dalla data di ricezione della documentazione da parte del soggetto obbligato, senza effetto retroattivo, ogni settimana di ritardo è un risparmio che non torna. Perché la perizia non è una formalità È su questo terreno che la riforma merita una lettura da professionista, e non da mero commentatore della norma. La relazione asseverata non è un adempimento da evadere con un modello riempito in fretta. È un atto tecnico-fiscale che deve ricostruire, con metodologia difendibile, la ripartizione dei consumi tra impieghi a diversa tassazione. Ed è precisamente il documento che l'Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli andrà a esaminare per prima in sede di verifica. La qualità della perizia diventa quindi il vero baricentro del rischio. Una ripartizione percentuale affermata senza un impianto di misura, senza dati di consumo storici, senza un bilancio energetico coerente con la potenza installata e i profili di utilizzo, è una posizione fragile: regge finché nessuno la controlla. Al contrario, una relazione costruita su rilievi effettivi, su curve di carico, su un raffronto tra le utenze termiche e i cicli produttivi, resiste al contraddittorio. La differenza tra i due approcci non si vede in bolletta il primo mese. Si vede quando arriva l'accertamento, con recuperi d'imposta che sui volumi di un energivoro possono valere cifre a cinque o sei zeri. La Circolare ADM 32/D/2025 ha dettagliato contenuti, modalità e limiti della procedura, mentre il decreto del Vice Ministro dell'Economia del 29 dicembre 2025 ha fissato la modulistica. Il quadro operativo, quindi, è completo: non ci sono più alibi documentali. Chi ha impieghi promiscui ha oggi tutti gli strumenti per mettersi in regola — e, allo stesso modo, l'Amministrazione ha tutti gli strumenti per contestare chi si è mosso in modo approssimativo. Cosa devono fare le imprese, adesso La prima azione è cartografica: mappare ogni punto di riconsegna in cui coesistono impieghi a tassazione differente, senza fidarsi della classificazione contrattuale ereditata dal vecchio regime civile/industriale, che non coincide automaticamente con la nuova dicotomia domestico/non domestico. La seconda è metodologica: commissionare la relazione asseverata trattandola come un atto probatorio, non come una pratica. La terza è di tempistica: attivarsi subito, perché il beneficio non retroagisce e ogni ritardo è denaro perso. La riforma delle accise 2026, in definitiva, premia chi documenta e penalizza chi improvvisa. Per le imprese a forte consumo di gas — quelle per cui l'accisa incide in modo tangibile sul costo dell'energia — il messaggio è chiaro: la partita fiscale non si vince più al momento della fatturazione, ma a monte, sulla scrivania del tecnico che firma la perizia. Conviene assicurarsi che quella firma poggi su basi solide. Nicola Collarini Ingegnere (Ordine degli Ingegneri di Pavia n. 2062), Esperto in Gestione dell'Energia certificato SECEM/FIRE (n° 0081-SI-EGE-2016) e fondatore di Collarini Energy Consulting. Da oltre 25 anni si occupa di procurement energetico, verifica delle fatture e contenzioso doganale per imprese industriali e commerciali a forte consumo. È autore del volume “Energia Sotto Controllo”.
Autore: Nicola Collarini 24 luglio 2026
Costi indiretti della CO₂: le imprese energivore possono recuperarne fino all'80%

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