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    <item>
      <title>Transizione 5.0: il vantaggio si decide nella diagnosi, non nella domanda</title>
      <link>https://www.collarini.eu/transizione-5-0-il-vantaggio-si-decide-nella-diagnosi-non-nella-domanda</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dal 12 giugno 2026 è di nuovo operativa sul portale GSE la piattaforma di prenotazione del Nuovo Piano Transizione 5.0. Ma l'entità del credito d'imposta, e in diversi casi la stessa ammissibilità dell'impianto fotovoltaico, non si giocano al momento della domanda: si giocano prima, su due atti tecnici che la maggior parte delle imprese sottovaluta.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La riapertura della piattaforma GSE per la prenotazione delle agevolazioni del Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento ha riportato al centro dell'attenzione lo strumento più corposo oggi a disposizione delle imprese che vogliono unire efficienza energetica e autoproduzione da fonte rinnovabile. La dotazione finanziaria è ampia e l'orizzonte temporale copre l'intero triennio. Eppure, nella pratica di chi accompagna le imprese negli investimenti, il vero discrimine tra un progetto ben costruito e uno che lascia valore sul tavolo non sta nella modulistica. Sta in due decisioni tecniche a monte.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La prima è la diagnosi energetica. Il credito d'imposta di Transizione 5.0 non premia il fotovoltaico in quanto tale: premia la riduzione dei consumi della struttura produttiva. L'impianto solare è ammissibile solo se inserito in un progetto integrato che consegua una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% a livello di struttura o al 5% sul processo interessato dall'investimento. È la diagnosi energetica ex ante, e la successiva verifica ex post, a certificare quel risparmio. E poiché l'aliquota del credito cresce con la riduzione conseguita, la qualità della diagnosi non è un adempimento formale: è la leva che determina quanto lo Stato contribuisce all'investimento.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qui interviene un requisito che vale la pena leggere con attenzione: la diagnosi deve essere redatta da un Esperto in Gestione dell'Energia certificato, e non può essere anteriore ai dodici mesi rispetto al deposito della domanda. Non è un dettaglio burocratico. Una diagnosi debole — basata su stime anziché su misure, su un perimetro mal definito, su una baseline di consumo poco difendibile — produce due effetti a catena: sottostima il risparmio conseguibile, e quindi abbassa l'aliquota; e, in sede di controllo, espone l'impresa alla contestazione del beneficio. Al contrario, una diagnosi costruita su dati reali e su un baseline solido non solo massimizza il credito spettante, ma lo rende difendibile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L'origine dei moduli: la trappola che sposta il conto
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La seconda decisione tecnica riguarda i pannelli. Il Piano riconosce maggiorazioni della base di calcolo agevolabile in funzione dell'origine dei moduli fotovoltaici: una maggiorazione del 30% per i moduli prodotti nell'Unione europea, che sale al 40% e al 50% per le categorie con celle e con wafer di produzione europea ad alta efficienza. In altri termini, a parità di potenza installata, la scelta della fornitura può spostare in modo significativo l'ammontare del beneficio.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È un punto su cui ho visto costruirsi e sfumare interi vantaggi economici. Un'impresa che dimensiona l'impianto guardando solo al prezzo del modulo, senza verificarne la classificazione ai fini dell'agevolazione, rischia di scoprire troppo tardi che una fornitura apparentemente più economica vale, a conti fatti, meno di una alternativa europea che avrebbe attivato la maggiorazione superiore. La comparazione corretta non è tra i prezzi dei moduli, ma tra i costi netti dopo il credito. Ed è una comparazione che va fatta in fase di progettazione, non a impianto ordinato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La domanda della misura c'è. Le risorse, non sempre
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Che la misura sia richiesta lo dimostra un episodio recente: il Decreto Fiscale del 2026 ha dovuto stanziare fondi dedicati alle imprese cosiddette “esodate”, quelle che avevano presentato le comunicazioni preventive tra il 7 e il 27 novembre 2025, ottenuto la validazione tecnica del GSE, ma non erano state finanziate per l'esaurimento delle risorse. È un segnale che conviene tenere presente: la logica di prenotazione premia chi arriva pronto, con un progetto già istruito sul piano tecnico. Presentarsi con la diagnosi in ordine e la classificazione dei moduli già definita non è solo una questione di qualità del beneficio, ma anche di tempistica competitiva nell'accesso al contingente.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Cosa conviene fare
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per un'impresa che sta valutando un intervento di efficienza con fotovoltaico integrato, la sequenza corretta ribalta l'ordine intuitivo. Prima la diagnosi energetica, per definire il perimetro dell'investimento e stimare la riduzione dei consumi conseguibile — che è ciò che fissa l'aliquota. Poi la progettazione dell'impianto, con la scelta della fornitura calibrata sulle maggiorazioni per origine dei moduli. Solo alla fine la domanda sulla piattaforma GSE, che a quel punto diventa la formalizzazione di un progetto già ottimizzato, non il momento in cui si scopre quanto si sarebbe potuto ottenere.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Transizione 5.0 resta lo strumento più potente sul tavolo per chi vuole abbattere il costo dell'energia e, insieme, il costo dell'investimento. Ma è uno strumento che ricompensa la competenza tecnica a monte e penalizza l'improvvisazione. Il valore non si trova nella domanda: si costruisce nella diagnosi e nella scelta dei moduli, molto prima che il portale apra.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Nicola Collarini
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ingegnere (Ordine degli Ingegneri di Pavia n. 2062), Esperto in Gestione dell'Energia certificato SECEM/FIRE (n° 0081-SI-EGE-2016) e fondatore di Collarini Energy Consulting. Da oltre 25 anni si occupa di procurement energetico, diagnosi e incentivi per imprese industriali e commerciali a forte consumo. È autore del volume “Energia Sotto Controllo”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/42098231-0df6-4cc0-90e6-ec5e839400e7.png" length="2388941" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:50:37 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Accise gas 2026: la relazione asseverata è il nuovo baricentro del rischio fiscale</title>
      <link>https://www.collarini.eu/accise-gas-2026-la-relazione-asseverata-e-il-nuovo-baricentro-del-rischio-fiscale</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Con il D.Lgs. 43/2025 la distinzione tra usi civili e industriali lascia il posto a quella tra usi domestici e non domestici. Ma la vera partita, per le imprese che alimentano impieghi diversi da un unico punto di riconsegna, si gioca su un documento tecnico: la relazione asseverata. È lì che la riforma sposta l'onere della prova e concentra l'esposizione in caso di verifica.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La riforma della fiscalità energetica entrata a regime con il D.Lgs. 43/2025 viene presentata, non a torto, come un'operazione di semplificazione e modernizzazione. Il passaggio dal sistema degli acconti con conguaglio annuale a una liquidazione mensile sui consumi effettivi risponde a una logica di allineamento al mercato e di rafforzamento dei controlli. Per il consumatore finale non domestico, tuttavia, sotto la superficie della semplificazione si nasconde uno spostamento sostanziale: l'onere di dimostrare il corretto trattamento tributario passa, con maggiore nettezza rispetto al passato, in capo a chi il gas lo utilizza. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il punto di frizione è l'uso promiscuo. Il nuovo comma 6 dell'articolo 26 del TUA (D.Lgs. 504/1995), riscritto dall'articolo 1 del decreto di riforma, qualifica come promiscuo l'utilizzo contestuale di gas naturale fornito a un unico punto di riconsegna in impieghi differenti — con esclusione dell'autotrazione — per i quali sono previste distinte aliquote d'accisa, forme di esenzione o di non sottoposizione all'imposta. Una fattispecie tutt'altro che marginale: la conosce bene qualunque impresa che nello stesso stabilimento affianchi lavorazioni, riscaldamento di uffici e magari una foresteria, il tutto servito da un solo contatore. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Qui la norma cambia le regole del gioco. Per ottenere l'applicazione differenziata dell'accisa sui quantitativi effettivamente destinati ai diversi impieghi non basta più una richiesta del cliente finale. Servono due atti distinti e complementari: una dichiarazione resa ai sensi dell'articolo 47 del DPR 445/2000, con cui il consumatore attesta l'attività economica svolta e la sussistenza dei presupposti per i trattamenti tributari richiesti; e una relazione tecnica asseverata, redatta da un tecnico abilitato, che determini le percentuali di ripartizione dei consumi e motivi le ragioni per cui non è possibile installare una misurazione separata. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La sanzione dell'assenza è severa e va letta con attenzione. In mancanza di documentazione valida, l'intera fornitura viene assoggettata al regime fiscale meno favorevole applicabile — nella prassi, quello previsto in via prevalente dal contratto di somministrazione. Non è un dettaglio procedurale: è il ribaltamento dell'onere della prova. Prima, la classificazione contrattuale storica tendeva a consolidarsi; oggi, chi non documenta paga il massimo. E poiché l'agevolazione decorre dalla data di ricezione della documentazione da parte del soggetto obbligato, senza effetto retroattivo, ogni settimana di ritardo è un risparmio che non torna. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Perché la perizia non è una formalità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          È su questo terreno che la riforma merita una lettura da professionista, e non da mero commentatore della norma. La relazione asseverata non è un adempimento da evadere con un modello riempito in fretta. È un atto tecnico-fiscale che deve ricostruire, con metodologia difendibile, la ripartizione dei consumi tra impieghi a diversa tassazione. Ed è precisamente il documento che l'Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli andrà a esaminare per prima in sede di verifica. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La qualità della perizia diventa quindi il vero baricentro del rischio. Una ripartizione percentuale affermata senza un impianto di misura, senza dati di consumo storici, senza un bilancio energetico coerente con la potenza installata e i profili di utilizzo, è una posizione fragile: regge finché nessuno la controlla. Al contrario, una relazione costruita su rilievi effettivi, su curve di carico, su un raffronto tra le utenze termiche e i cicli produttivi, resiste al contraddittorio. La differenza tra i due approcci non si vede in bolletta il primo mese. Si vede quando arriva l'accertamento, con recuperi d'imposta che sui volumi di un energivoro possono valere cifre a cinque o sei zeri. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La Circolare ADM 32/D/2025 ha dettagliato contenuti, modalità e limiti della procedura, mentre il decreto del Vice Ministro dell'Economia del 29 dicembre 2025 ha fissato la modulistica. Il quadro operativo, quindi, è completo: non ci sono più alibi documentali. Chi ha impieghi promiscui ha oggi tutti gli strumenti per mettersi in regola — e, allo stesso modo, l'Amministrazione ha tutti gli strumenti per contestare chi si è mosso in modo approssimativo. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Cosa devono fare le imprese, adesso
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La prima azione è cartografica: mappare ogni punto di riconsegna in cui coesistono impieghi a tassazione differente, senza fidarsi della classificazione contrattuale ereditata dal vecchio regime civile/industriale, che non coincide automaticamente con la nuova dicotomia domestico/non domestico. La seconda è metodologica: commissionare la relazione asseverata trattandola come un atto probatorio, non come una pratica. La terza è di tempistica: attivarsi subito, perché il beneficio non retroagisce e ogni ritardo è denaro perso. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La riforma delle accise 2026, in definitiva, premia chi documenta e penalizza chi improvvisa. Per le imprese a forte consumo di gas — quelle per cui l'accisa incide in modo tangibile sul costo dell'energia — il messaggio è chiaro: la partita fiscale non si vince più al momento della fatturazione, ma a monte, sulla scrivania del tecnico che firma la perizia. Conviene assicurarsi che quella firma poggi su basi solide. 
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Nicola Collarini
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ingegnere (Ordine degli Ingegneri di Pavia n. 2062), Esperto in Gestione dell'Energia certificato SECEM/FIRE (n° 0081-SI-EGE-2016) e fondatore di Collarini Energy Consulting. Da oltre 25 anni si occupa di procurement energetico, verifica delle fatture e contenzioso doganale per imprese industriali e commerciali a forte consumo. È autore del volume “Energia Sotto Controllo”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/6cd30a6e-afd0-4ef6-b4aa-8962f885e183.png" length="779118" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:36:35 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Costi indiretti della CO₂: le imprese energivore possono recuperarne fino all'80%</title>
      <link>https://www.collarini.eu/costi-indiretti-della-co2-le-imprese-energivore-possono-recuperarne-fino-all-80</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Costi indiretti della CO₂: le imprese energivore possono recuperarne fino all'80%
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Molte aziende manifatturiere pagano un costo che non compare come voce a sé in bolletta, ma che c'è: il
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          costo indiretto della CO₂
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Le centrali termoelettriche trasferiscono nel prezzo dell'energia elettrica il valore delle quote di emissione ETS, e questo peso ricade anche su chi non emette direttamente. La buona notizia è che una parte importante di quel costo si può recuperare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il Fondo FTE, in due righe
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Fondo per la Transizione Energetica nel settore industriale (FTE)
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           restituisce alle imprese energivore fino al
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          75-80% dei costi indiretti ETS
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           sostenuti sull'energia elettrica. Nasce per evitare la delocalizzazione della produzione fuori dall'UE (il cosiddetto carbon leakage) ed è gestito da
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Acquirente Unico
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           su mandato del GSE, con una dotazione dell'ordine di
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          600 milioni di euro l'anno
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          . Le domande si presentano tramite il Portale FTE dedicato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Cosa cambia nel 2026
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La Commissione Europea, con la Comunicazione
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          C/2026/196
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           (pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE il 5 gennaio 2026), ha aggiornato gli orientamenti sugli aiuti di Stato ETS. Le novità principali:
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Più settori ammissibili
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : l'Allegato I si amplia con circa venti nuovi settori e alcuni sottosettori (tra cui chimica organica, ceramica, vetro, batterie).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Aiuto più alto
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : per i settori già presenti nell'elenco l'intensità massima sale dal 75% all'
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           80%
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           .
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Fattori CO₂ e aree aggiornati
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            per il periodo 2026-2030.
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           Condizionalità "green"
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           : ai grandi beneficiari può essere richiesto di reinvestire una quota dell'aiuto in progetti di riduzione dei consumi.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Attenzione: al momento l'Italia non ha ancora recepito l'ampliamento con un decreto attuativo. Chi rientra nelle nuove categorie deve quindi tenere d'occhio i prossimi bandi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La tua azienda rientra?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           L'ammissibilità si verifica sul
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          codice PRODCOM/NACE del prodotto effettivamente fabbricato
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , non sul semplice ATECO di visura camerale: è un dettaglio che fa spesso la differenza. Tra i settori storicamente inclusi ci sono siderurgia, alluminio, rame, altri metalli non ferrosi, carta e pasta-carta, chimica di base, fusione della ghisa, raffinazione.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Di quanto stiamo parlando
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           A titolo puramente indicativo, con i parametri di un anno di riferimento recente, l'aiuto si aggira intorno ai
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          14 €/MWh di energia consumata
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           (aiuto al 75%). In pratica:
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            5 GWh/anno → circa
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           70.000 €
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            20 GWh/anno → circa
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           290.000 €
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
            50 GWh/anno → oltre
           &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
           700.000 €
          &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I valori effettivi dipendono dai parametri dell'anno di riferimento (prezzo delle quote EUA, fattore di emissione, coefficiente di efficienza) e dalla formula applicabile.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Come muoversi
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il percorso è lineare ma richiede precisione: identificare sito, prodotto e codice PRODCOM/NACE, scegliere la formula di calcolo corretta, verificare i POD, controllare l'eventuale cumulo con altri aiuti di Stato o fondi UE, predisporre la dichiarazione sostitutiva e inviare la domanda tramite Portale FTE.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Se la tua impresa opera in un settore energivoro, il primo passo è semplice: una
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          verifica di ammissibilità
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           sul prodotto fabbricato e una
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          stima del beneficio
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           a partire dai consumi elettrici annui. Noi di Collarini Energy Consulting possiamo accompagnarti in entrambe, fino all'invio della domanda.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Vuoi sapere se la tua azienda può accedere alla compensazione? Scrivici a
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:info@collarini.eu" target="_blank"&gt;&#xD;
      
          info@collarini.eu
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          .
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/4e37c3ae-71f5-4409-b79e-61df731957d0.png" length="884623" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 14:53:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.collarini.eu/costi-indiretti-della-co2-le-imprese-energivore-possono-recuperarne-fino-all-80</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/4e37c3ae-71f5-4409-b79e-61df731957d0.png">
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gestione energetica aziendale: dalla reazione alla governance</title>
      <link>https://www.collarini.eu/gestione-energetica-aziendale-dalla-reazione-alla-governance</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La gestione spot dell’energia funziona… finché non smette di funzionare.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Scenario tipico: azienda industriale, consumi importanti, “tutto sotto controllo”. Si guarda la bolletta, si tratta il prezzo a scadenza, si corre quando c’è un problema.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Poi succede una di queste cose: 
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           ➡️ Cambia un profilo/una clausola e il costo reale si muove senza che nessuno se ne accorga subito;
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           ➡️ Arrivano richieste di filiera o audit interni e i dati non sono pronti (o non sono difendibili);
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           ➡️ Il prezzo diventa la scusa ma il problema è la mancanza di governance.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il punto è che il tema energia non è un evento ma un processo. E i processi o li governi con continuità o prima o poi li subisci.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La gestione spot è reattiva. Ti accorgi delle cose quando hanno già impattato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La gestione continuativa è disciplina e prevede dati affidabili, ruoli chiari, verifiche periodiche, decisioni tracciabili.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non è più lavoro. È meno rischio. E, in molte aziende, è anche l’unico modo per proteggere margini e continuità operativa.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Vale la pena fare un check interno: hai ruoli, dati e routine di verifica o stai ancora lavorando per eccezioni? Se ti fa piacere, sono disponibile a un confronto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine7.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-15-mag-2026--11_19_03--282-29.png" length="2967356" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:10:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.collarini.eu/gestione-energetica-aziendale-dalla-reazione-alla-governance</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-15-mag-2026--11_19_03--282-29.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-15-mag-2026--11_19_03--282-29.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nasce STB Impact Advisory: un nuovo passo verso la sostenibilità d’impresa</title>
      <link>https://www.collarini.eu/nasce-stb-impact-advisory-un-nuovo-passo-verso-la-sostenibilita-dimpresa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per noi di Collarini Energy Consulting la nascita di STB Impact Advisory SB è un passaggio molto importante.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Perché completa il nostro perimetro di attività dalla gestione tecnico-energetica e ambientale che seguiamo ogni giorno, alla dimensione di governance e strategia d’impresa. In pratica, permette di accompagnare le aziende con un approccio più integrato, dove sostenibilità, dati e decisioni stanno nello stesso quadro.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Come sappiamo infatti, oggi la sostenibilità non resta “un capitolo a parte” e ha effetti diretti su come l’impresa viene valutata e scelta.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Rafforza il brand, apre l’accesso a capitali e opportunità, qualifica l’azienda come fornitore e aiuta ad attrarre e trattenere talenti.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          STB nasce proprio per guidare le aziende nel loro percorso di sostenibilità.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Diciamo che STB è il passo che mancava per rendere il percorso più semplice da gestire e più solido da dimostrare.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-15-mag-2026--15_56_56-91fb3108.png" length="560821" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:05:42 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ISO 50001: il rischio non è “non averla”.</title>
      <link>https://www.collarini.eu/iso-50001-il-rischio-non-e-non-averla</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine6.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ISO 50001: il rischio non è “non averla”. È trattarla come una pagella di fine anno.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Vedo spesso questo schema: certificazione fatta, audit passato, documento archiviato. Poi silenzio per 11 mesi.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il problema è che la ISO 50001 non nasce per “chiudere un adempimento”. Nasce per tenere vive procedure e decisioni. È un sistema di gestione che deve lavorare durante l’anno e non solo quando arriva l’auditor.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Quando resta sulla carta succedono sempre le stesse cose, ovvero l’Energy Manager rimane “da solo” e diventa un presidio personale non aziendale, l'ufficio acquisti gestisce i contratti senza una lettura integrata con consumi e obiettivi e l'HR non è coinvolta su ruoli, responsabilità, competenze e routine operative.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Il risultato è che il certificato c’è ma il sistema no. E senza sistema il team non produce contenuti utili alla Direzione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          ISO 50001, fatta bene, è un lavoro costruito con l’azienda e con il suo team
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          (energia, acquisti, personale, produzione), che genera un flusso costante di evidenze, dati affidabili, azioni correttive, scostamenti spiegati e risultati misurabili.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Perché l’Alta Direzione non “compra” una certificazione. Decide una direzione e vuole vedere il ritorno del lavoro, in termini di performance, di rischio sotto controllo e di decisioni più solide.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Domanda semplice: oggi nella tua azienda ISO 50001 è un audit annuale o un presidio che produce risultati tutto l’anno?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-9-feb-2026--12_17_50.png" length="1504487" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:56:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Non è il 2022. Ma il messaggio è lo stesso.</title>
      <link>https://www.collarini.eu/non-e-il-2022-ma-il-messaggio-e-lo-stesso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine4.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Non è il 2022. Ma il messaggio è lo stesso.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il nuovo shock sui prezzi di gas ed elettricità legato alla crisi in Medio Oriente non ha ancora raggiunto livelli estremi. Eppure basta guardare le proiezioni per capire che non serve un picco record per fare male ai margini.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La differenza oggi non è nei numeri. È nella preparazione delle aziende.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La lezione del 2022 qualcosa ha insegnato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ha avuto ragione chi ha investito in autoproduzione da rinnovabili.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Scelta impegnativa, costosa, con lavori e capitale immobilizzato.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Oggi significa minore esposizione alla rete, maggiore stabilità dei costi e una posizione ESG concreta, non solo dichiarata.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ha avuto ragione chi ha impostato una pianificazione degli acquisti con target price, fissando quote di volume a prezzo fisso quando le condizioni erano coerenti con i propri obiettivi industriali. Non si tratta di indovinare il mercato, ma di governare l’esposizione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ha avuto ragione chi ha valutato PPA a prezzo fisso per approvvigionamenti green, unendo copertura economica e strategia ambientale.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La crisi non si elimina. Si gestisce.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          Dunque a mio avviso, il punto oggi non è chiedersi se torneremo ai livelli del 2022 ma capire quanto sei esposto se succede.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           In questo scenario, la pianificazione degli acquisti e la diversificazione delle fonti non sono dunque un tema da report ESG ma una vera e propria scelta industriale.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La mia domanda è quindi questa: la tua azienda sta ancora reagendo al prezzo o ha deciso qual è il suo livello di rischio accettabile?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-18-mag-2026--08_13_03.png" length="768154" type="image/png" />
      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:45:37 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Energia, ISO 50001 ed ESG: perché non esistono soluzioni standard</title>
      <link>https://www.collarini.eu/energia-iso-50001-ed-esg-perche-non-esistono-soluzioni-standard</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine3.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti mi chiedono “la procedura corretta” per gestire energia, obblighi energivori, ISO 50001 o requisiti ESG.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La risposta, spesso, non piace perché non esiste una procedura valida per tutti.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Esiste la procedura coerente con:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ✅ Il profilo di consumo dell’azienda;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ✅ La struttura organizzativa interna;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ✅ Il livello di maturità dei dati;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ✅ Le scelte industriali già fatte;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          ✅ Il tipo di esposizione al rischio che la Direzione è disposta ad accettare.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Due aziende entrambe energivore possono avere percorsi diversi. Una può dover lavorare su audit e attuazione delle misure. Un’altra sulla struttura contrattuale. Un’altra ancora sulla qualità del dato e sulla tracciabilità.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Le norme sono le stesse. L’applicazione non lo è.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ﻿
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Tutto questo per dire che nel mio lavoro non consegno checklist standard. Costruisco piuttosto procedure sostenibili nel tempo, che l’azienda sia in grado di mantenere anche tra un audit e l’altro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perché una procedura che funziona solo sulla carta non è una procedura. É un rischio differito.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Dunque la domanda utile che ti invito a porti non è “qual è la regola giusta?” ma “qual è il modello operativo coerente con la mia azienda?”.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:37:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sostenibilità in azienda</title>
      <link>https://www.collarini.eu/sostenibilita-in-azienda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine5.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La sostenibilità, in azienda, smette di essere “un tema” quando produce effetti misurabili e quello che osservo sul campo è che chi la tratta come un documento resta fermo, mentre chi la governa come un processo ottiene leve molto tangibili.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
          La prima riguarda il brand. La reputazione non si costruisce con un claim ma con scelte coerenti che clienti, partner e investitori riconoscono come impegno e visione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Poi ci sono capitali e opportunità. Banche, investitori e bandi stanno diventando più selettivi. Un impianto ESG strutturato rende l’azienda più leggibile e spesso più competitiva nei processi di valutazione.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          C’è anche un
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          tema di filiera.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sempre più imprese qualificano i fornitori su criteri ESG. Misurare e rendicontare le performance serve per restare dentro gli standard richiesti e facilitare nuove collaborazioni.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Infine, le persone.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          I talenti non cercano perfezione, cercano direzione. Un’organizzazione che dimostra coerenza e impatto reale è più credibile e più capace di trattenere competenze.
          &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Il punto, come sempre, è la governance. Dati solidi, responsabilità
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/ChatGPT-Image-15-mag-2026--15_56_56.png" length="514057" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:55:23 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La consulenza energetica non è spot: il beneficio si protegge nel tempo</title>
      <link>https://www.collarini.eu/oggi-voglio-tornare-su-un-concetto-che-ritengo-assolutamente-essenziale-ovvero-quello-per-cui-la-consulenza-energia-non-e-spot-e-il-motivo-e-molto-semplice</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Oggi voglio tornare su un concetto che ritengo assolutamente essenziale, ovvero quello per cui la consulenza energia non è spot, e il motivo è molto semplice: il beneficio arriva solo se governi tutta la catena.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Prendiamo il caso più tipico delle aziende energivore.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ti qualifichi come energivoro, fai domanda sui portali dedicati, vieni inserito in un elenco pubblico perché parliamo di un aiuto di Stato. Da quel momento alcuni corrispettivi in fattura cambiano e il vantaggio economico può essere importante.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Molti si fermano lì. È l’errore.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Perché dopo la qualifica arrivano gli obblighi che tengono in piedi quel beneficio: audit periodici, tracciabilità, scelte coerenti di miglioramento (interventi, sistemi di gestione, approvvigionamenti), comunicazioni sui portali previsti. E tutto deve “tornare” rispetto a quanto dichiarato.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Se manca un passaggio, se i tempi slittano, se la documentazione non è difendibile, il rischio è concreto: perdi il beneficio o ti chiedono indietro quanto ottenuto.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Questa è la differenza tra gestione spot e governance.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Nel primo caso rincorri scadenze. Nel secondo costruisci un processo con l’azienda e lo tieni vivo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          La riflessione a cui ti invito è la seguente: il vantaggio economico che stai ottenendo è protetto da un processo aziendale o da controlli occasionali?
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:32:17 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Un Energy Manager basta per gestire l’ESG?</title>
      <link>https://www.collarini.eu/un-energy-manager-basta-per-gestire-lesg</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/2f5aab51/dms3rep/multi/Immagine1.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          È una domanda che mi viene fatta sempre più spesso.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Per rispondere, partiamo con il dire che l’Energy Manager è senza dubbio una figura centrale. Su ISO 50001 e sulla gestione dell’energia è spesso già molto strutturato ed è stato assunto per presidiare proprio quell’area.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il tema è tuttavia un altro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          L’ESG non è solo energia.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Coinvolge governance, fiscalità, sostenibilità ambientale, reporting, finanza, relazione con stakeholder e mercato. Non è quindi una questione di bravura del singolo. È una questione di perimetro.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Una sola figura, per quanto competente, difficilmente può tenere insieme l’integrazione tra dati energetici e bilancio, gli impatti fiscali legati anche agli aiuti di Stato, la struttura di governance e le responsabilità interne, insieme alla costruzione di un impianto di reporting che sia coerente e difendibile nel tempo.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In ambito ESG, il tema non è fare bene il proprio "pezzo" ma mettere insieme i pezzi.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Per questo abbiamo costruito, attraverso la nuova società
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://it.linkedin.com/company/st-b-impact-advisory-societ%C3%A0-benefit?trk=public_post-text" target="_blank"&gt;&#xD;
      
          ST.B IMPACT ADVISORY    Società Benefit
         &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          , un team integrato con competenze tecniche sull’energia, competenze di governance e fiscalità, competenze specialistiche sulla sostenibilità e sul reporting. Ambiti distinti che devono però dialogare tra loro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Affidarsi a un supporto esterno non significa dunque sostituire l’Energy Manager.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Significa ampliare la visione e mettere a sistema competenze che, per natura, non possono risiedere tutte in una sola persona.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          La riflessione che ti lascio è questa: nella tua azienda l’ESG è presidiato per silos o esiste una regia integrata?
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:28:51 GMT</pubDate>
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